Partnership

Tutti i rifiuti devono essere gestiti in un’ottica di valorizzazione e sostenibilità ambientale, a partire dalla prevenzione fino allo smaltimento definitivo.


Cosa è una discarica e a cosa serve

La discarica controllata rappresenta la fase terminale del corretto ciclo dei rifiuti, a valle del riciclaggio del recupero delle materie prime secondarie.

Una discarica moderna, controllata e sostenibile, rappresenta un vero e proprio insediamento industriale, con soluzioni impiantistiche di alto livello e presidi ambientali orientati alla riduzione delle emissioni e alla tutela del territorio.

Cosa offre in cambio

La discarica come presidio di legalità

Progettare, costruire e gestire una discarica controllata in modo regolare garantisce il corretto smaltimento dei rifiuti e diventa un’attività strategica per contrastare l’abbandono incontrollato e le discariche abusive.


La discarica come fonte di occupazione

A partire dalla sua progettazione l’Ecofer Ambiente, e l’indotto generato dalla sua costruzione, hanno fornito un posto di lavoro ad oltre 50 famiglie.

Il sito

Rendiamo sicuro il futuro degli scarti

L’impianto dell’Ecofer Ambiente S.r.l. è ubicato nel settore meridionale del comune di Roma, a sud della Borgata della Falcognana, al km 15+300 della via Ardeatina.

La scelta del sito che attualmente ospita la discarica è ricaduta su una cava abbandonata di materiali tufacei, coltivata a partire dagli anni settanta.

La costruzione dei primi impianti tecnologici, nel 2004, è avvenuta dopo la messa in sicurezza del fronte e la sistemazione delle cavità createsi a seguito dell’attività di estrazione.

Lotto 2 – dettaglio del fluff smaltito nella vasca in coltivazione
Lotto 1 – vista dal piazzale servizi

Come previsto dal progetto originale, l’impianto di smaltimento è stato suddiviso in tre lotti funzionali per una volumetria totale di 2.200.000 m3.


Il lotto 1, esaurito, è stato utilizzato dal 2006 al 2010, mentre il Lotto 2 risulta attualmente in esercizio. Dal 2011 sono iniziati i lavori di sagomatura del terzo lotto, che dovrebbero concludersi nel 2015.
Esaurita la volumetria utile, il progetto prevede il ripristino del profilo collinare originario, alterato dalla cava, ed il monitoraggio delle condizioni ambientali per i successivi trent’anni. Nell’ottica della sostenibilità, infatti, la discarica acquisisce anche la funzione del recupero ambientale dello stato dei luoghi, devastato da decenni di attività estrattiva.

I sistemi di protezione

L’impianto di discarica è stato progettato e costruito seguendo i criteri del D.Lgs 36/2003 e perfezionato dalle prescrizioni contenute negli atti autorizzativi.

La barriera di fondo

La barriera di fondo, partendo dal basso, è costituita dai seguenti strati:

  • Barriera minerale di argilla bentonitica con spessore ≥ 1.5m realizzata da strati compattati di 0.20m. Tale barriera garantisce una permeabilità equivalente ad uno stato di 5m con conducibilità idraulica k < 10-9 m/s;
  • Membrana alta resistenza in HDPE da 2.0mm con saldatura a doppio cordone;
  • Geotessile protettivo in HDPE da 1000 g/m2 ;
  • Strato drenante di controllo con tubi fessurati, spessore 0.5m, per il controllo di eventuali perdite di percolato dallo strato superiore;
  • Membrana ad alta resistenza in HDPE, spessore 2.5mm, saldata a cordone doppio;
  • Strato di drenaggio del percolato in ghiaietto pozzolanico, con pendenze ≥1.5% per la captazione del percolato.
Protezioni laterali
  • Barriera minerale di argilla bentonitica con spessore ≥ 2.0m
  • Membrana alta resistenza in HDPE da 2.0mm con saldatura a doppio cordone;
  • Georete intratelo drenante;
  • Membrana alta resistenza in HDPE da 2.0mm con saldatura a doppio cordone;
  • Geotessile protettivo in HDPE da 1000 g/m2 ;

    Per garantire ulteriore protezione alle sponde, sopra le barriere laterali, si utilizzano dei pneumatici fuori uso riempiti di pozzolana vagliata fine, con lo scopo di minimizzare le punzonature dovute al contatto col rifiuto.

Copertura superficiale

  • Quando un lotto esaurisce la sua volumetria utile, si procede a realizzare un sistema di copertura superficiale. Tale barriera, cd. capping, è costituita dai seguenti strati:
  • Strato di regolarizzazione costituito da terreno di riporto;
  • Strato drenante per la captazione del biogas con spessore di 0.5m, costituito da ghiaia e tubi fessurati in HDPE;
  • Barriera minerale di argilla bentonitica con spessore ≥ 0.5 m e coefficiente di permeabilità k < 10-8 m/s;
  • Membrana a bassissima permeabilità in HDPE da 2.0mm con saldatura a doppio cordone;
  • Strato drenante con georete;
  • Terreno di copertura per la piantumazione di specie arboree
Riutilizzo delle terre provenienti da operazioni di scavo

Tutto il terreno proveniente dalle operazioni di scavo all’interno della discarica viene stoccato in depositi temporanei, in aree autorizzate all’interno della proprietà. Tale terreno viene poi progressivamente riutilizzato per le operazioni di innalzamento delle sponde e di ripristino ambientale.

Il riutilizzo di tale risorsa, all’interno dell’azienda stessa, permette di ridurre il traffico di automezzi in transito ed il consumo di terreno vergine proveniente dall’esterno.